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PRIMAVERA

primavera

PRIMAVERA

E’ giunta la primavera.
E’ il tempo di nuovi giovani boccioli sugli alberi, del risveglio dopo il letargo di tutti e di un sole che sempre più tardi va a dormire e sempre prima generoso ci dona luce e calore; La rugiada brilla sotto i raggi posata sull’erba e un pò ovunque, la notte in marzo è ancora piuttosto fresca ma meritevole di un solo plaid o copertina leggera. E da sotto le sue ultime coperte quel 21 marzo 2007 Luce apre piano i suoi occhioni castani come una bella addormentata baciata da un principe. Si stira tutta, è tutta nuda come solita dormire anche nel rigido inverno. E’ calda Lu, il suo corpo tenero e morbido forse anche perché abbondante è particolarmente capace di regolarsi la temperatura emanando tepore a volte come una stufetta. E’ calda Luce Maria in tutto, anche nel sentire e nei pensieri, che si affacciano alla giornata dedicati a fantasie sessuali e a ignoti maschi desiderati vanno ultimi a finire la sera, senza includere poi i frequenti sogni onirici ricchi di scenari spinti a volte anche un poco agitati che qualche volta sanno svegliarla nel cuore della notte, bagnata tra le cosce e con un fluido di piacere percorrerla dapperttutto. E’ mattina non prestissimo e Lu guarda incantata la tenda floreale attraversata appena dal sole, è molto bello starsene così ben riposata e ancora senza pensieri e difensive e controlli che prendono durante il giorno. Là fuori c’è il resto del mondo, un mondo che non vede Lu una quasi trentenne eppure cristallizzata a innocente ragazzina, incluso il suo primo esplorare il piacere fisico il suo recente sapersi toccare; Mentre incantata muove appena lo sguardo qui e là, del tutto distesa e indifesa, si accarezza ora i seni più come conforto cullante che come effettiva eccitazione corporea. Il mondo inizia a ingranare tra macchine avviate a uffici e al lavoro, uomini nel traffico donne che non riescono a parcheggiare e con pargoli nei sedili posteriori e insomma lo stress che sa masochisticamente indursi il genere umano, sveglia a bomba puntata alle ore 6 inclusa. Grazie a Dio, oltre a ciò il genere umano sa la sua animalità erotica anche o in generale maggiore semplicità, e mentre una buona parte di queste persone è già dal mattino presto piuttosto agitata e innervosita e di fretta, qualcosa ci ricorda la nostra vera natura e spesso questo qualcosa lo troviamo senza grandi discorsi tre le lenzuola traboccante come una fontana e di battiti che pulsano forti appoggiati al cuscino.

 

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Là fuori alla vita di sempre tutti volgono, a volte con gioia più volte con noia e dejavù, l’animo degli uomini è spesso così obbligato e represso ma un ragazzo fisicato coraggiosamente già in maglietta quel più caldo giorno ci passa accanto e noi sognamo; Al caffé invece il ragazzo già visto col giacchino seppia e un musetto da paura ci scambia uno sguardo che ci attraversa del tutto, e ripensiamo a lui a quello sguardo come a voler conoscere i segreti reconditi e scientifici di tanto fascino e bellezza. Il tipo ci guarda e palesamente ci seduce coi suoi occhi languidi e una nocciolina lanciata in bocca, ha labbra di cui sognamo baci sublimi nella bocca e sull’incavo del collo e ovunque. La timida ragazza non sa ricambiare lo sguardo… e per sempre perduto quel ragazzo sconosciuto per la cura di ciò che dicono gli altri e la propria reputazione di fanciulla seria. Un’altra donna più grande non ha problemi a rispondere con fare seduttivo ma il tipo aveva più nel cuore e non solo nei pantaloni la giovane dallo sguardo basso e rossore d’altri tempi. La cinquantenne volge così a un altro uomo con un certo riscontro. Nel caffé del viale già pieno di gente un ragazzo passa tra la folla e con il pretesto struscia il sotto cinta sul culo di una topa procace, lei pensa ad un altro l’amato che non la ricambia proprio e nemmeno si accorge o turba…
E’ strano come noi gente umana non entriamo in contatto più autentico se non in prevalenza in queste cose, presi alla nostra agenda e ai nostri cellulari o all’idea di noi ci contentiamo di momenti effimeri restando mondi isolati l’un l’altro; Fuggiamo come la peste tentativi e eventuali figuracce, l’odore che fa l’umanità. Sedurre è un inganno ma in ciò resta tutto sommato un inganno piacevole e un toccarci. Restare semplici ancora cioé anche chiamare le cose col loro nome se è appropriato al caso, e un erezione stia pure nei volumi di medicina come anche una vagina.
La figa è la figa ed un cazzo in tiro che sborra è preferibile.
Sì la gente in primavera affolla la città.
Nelle strisce pedonali passano le prime ragazze scollate e scosciate, sembrava non aspettassero altro che bloccare il traffico mentre altre persistono forse insicure forse occupate ad altro dal sedurre, tenendosi anche imbacuccate con tute larghe e maglioni informi. Anche Lu è un viso più spesso acqua e sapone, un tipo che non sembra tenerci sotto quell’aspetto ed è peccato giacché incredibilmente bella. Ma Luce intende cambiare e proprio da quel solstizio.
Giunta è la primavera e può essere occasione anche per andare in palestra e plasmarsi un culetto ben più tonico e tondo, la base estetica c’è e fin troppo ora occorre raggiungere una delle ambizioni: Raggiungere quanta più fighezza riesca finché ancora molto giovane e girare per il mondo procurando a tutti lingue a penzoloni e sborrate senza limiti.
Mentre Lu ora più si masturba anche per tale prospettiva, sognante e meravigliosa, troppe sono già le ventenni in hot pants che vede in giro Marco, il nostro appassionato di pompini delle precedenti storie qui narrate.

 

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In tutto ciò, primavera è rinascita, esplosione cosmica, orgasmo.
Ci si sente strani dapprima nel momento dell’eccitazione. Oltre a sentirsi nel corpo ci sentiamo anche nella mente e nel cuore, e questa presa di coscienza è per tale sempre un’ottima cosa.
Il corpo attraverso la pelle accarezzata da indumenti morbidi o delicati ricchi di pizzi ad esempio, ci ricorda la natura animale comunque intrinseca e rammenta il nostro esserci in quanto forma precisa determinata nel confine suo, ora stimolato da tali strusciati merletti e pizzi che toccano ora con imprevisto ora volutamente i grossi capezzoli di Lu. Un corpo specie se bello e giovane dà piacere anche solo alla visione perché nello scacciare l’idea della morte o della malattia ci rende la Vita e quanto di più essa sa tenere: Indugi perversi, circolari come fossero quei pizzi e tomboli sul corpo addosso magari da una vestaglia anche di seta su un corpo procace… la vita con una vasta parte di dispiaceri fastidi frustrazioni rabbie e impedimenti espressi sessualmente con immenso piacere aggiuntivo, poiché non v’è sessualità senza un incontro tra tante diverse forze ed emozioni in una simulazione dell’esistenza stessa: Così che il dispiacere inscenato aumenta la tensione e sul filo del rasoio scorre scoppiando in carichi di abbondanti sborrate.

 

 

 

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